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Liquidi in dialisi: il peso secco

Cos'è e perché è importante misurare il peso secco dei pazienti dializzati?

peso secco nei pazienti dializzati

Liquidi in dialisi: il peso secco

Una delle definizioni che il paziente che sta affrontando la dialisi sente spesso ripetere è quella di "peso secco", ma di cosa si tratta? E perché misurarlo con accuratezza è estremamente importante? Facciamo chiarezza.

Cos'è il peso secco in dialisi

Viene definito "peso secco" il peso che il paziente ha in una condizione di normale e corretto equilibrio dei liquidi, senza eccesso di acqua interstiziale o intravascolare e senza edemi. In pratica è il peso che il paziente avrebbe se urinasse normalmente.

Dal punto di vista clinico il peso secco è il peso più basso che il paziente può tollerare senza correre il rischio di presentare ipotensione o sintomi intradialitici (es. crampi).

Perché è importante calcolare il peso secco nei pazienti dializzati?

E' fondamentale, quindi, prima del trattamento dialitico stabilire quale sia la quantità corretta di liquidi da rimuovere durante la seduta di dialisi stessa, proprio per non andare al di sotto del peso secco e rischiando, quindi, ipotensione o altri problemi.

Come si misura il peso secco?

Il personale sanitario valuta comunemente il peso secco attraverso il cosiddetto metodo "by trial and error" (letteralmente "tentativi ed errori"). Si tiene conto, dunque, degli episodi ipotensivi, dell'eventuale presenza di ipertensione e del sovraccarico evidente di volume.

Ma sono disponibili anche metodi nuovi che permettono di fare una valutazione sempre più precisa del peso secco, quali:

  • Peptide natriuretico atriale
  • Diametro della vena cava
  • Bioimpedenziometria
  • Monitoraggio del volume ematico

Come prevenire l'ipotensione in dialisi

E' fondamentale che il paziente segua con accuratezza tutte le indicazioni fornite dai medici e dai nutrizionisti per seguire uno stile di vita sano e una corretta alimentazione, con particolare attenzione all'introito di liquidi, sale e proteine.

E' indispensabile prevenire l'ipotensione nel paziente in dialisi attraverso un frequente e regolare controllo del peso secco, un miglioramento dell'alimentazione e della qualità nutrizionale nonché dell'anemia. Gli operatori, poi, utilizzeranno tecniche convettive ad alta efficienza e altre misurazioni per prevenire una eventuale ipotensione.

Il paziente dializzato generalmente urina molto poco, per questo è importante sottrarre durante la dialisi tutti i liquidi che egli ha assunto tra una seduta dialitica e l'altra. Calcolare il peso secco è, quindi, indispensabile per capire quanti liquidi devono essere tolti (la stessa quantità che avrebbe urinato in condizioni normali) e per far sì che al termine della dialisi il paziente abbia raggiunto il suo peso secco.

Per calcolare il peso secco l'operatore comunemente terrà conto di precisi sintomi quali ipotensione, crampi, sbadigli che indicano il raggiungimento del peso secco. La differenza tra peso del paziente prima di ogni dialisi e il peso secco indica la quantità di liquidi da asportare.

Oggi però più correttamente il personale sanitario dovrebbe utilizzare metodi semplici e non soggettivi quali l’impedenziometria per valutare il peso secco.

E' bene ricordare che molti fattori possono influenzare le oscillazioni di peso nei pazienti in dialisi, ad esempio l'età, riduzione dell'appetito, malattie etc..

I rischi

Se al termine della dialisi non si raggiunge il peso secco c'è il rischio che progressivamente una quantità di liquidi rimanga nell'organismo con conseguente comparsa di gonfiore delle gambe (edemi) e aumento della pressione sanguigna.

Consigli per il paziente in dialisi

  • limitare l’assunzione di liquidi a meno di 1 litro al giorno
  • moderare l'assunzione di sale anche per ridurre il senso di sete e il bisogno di bere;
  • fare attenzione all'alimentazione: seguire la dieta consigliata ed evitare di consumare pasti brodosi e ricchi di liquidi;
  • bere a piccoli sorsi;
  • evitare di accumulare troppo peso tra una dialisi e l'altra.

 

Bibliografia

https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/039493629100300402?journalCode=gtna

Società italiana di Nefrologia http://www.nephromeet.com/

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